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Il suo toponimo può essere
fatto risalire ad "Epidaurum", la città del Peloponneso
dalla quale partì, nell'VIII secolo a.C., una colonia per
la Sicilia. Secondo un'altra ipotesi deriverebbe dal
latino "apud ara", cioè ai piedi dell'ara, in relazione ad
alcune rovine ubicate sull'Etna, nella zona di "Torre del
Filosofo", dove la tradizione mitologica collocava un
altare dedicato a Giove Etneo, che fu a lungo simbolo del
Comune.
In realtà non si hanno notizie certe sulle origini di
Pedara a causa delle continue eruzioni dell'Etna, che
hanno cancellato le tracce più antiche del paese.
L'ipotesi più accreditata resta comunque la fondazione
durante la colonizzazione greca.
Si ipotizza una successiva dominazione romana,
testimoniata dal rinvenimento di reperti di epoca
imperiale, a nord del centro abitato, che attestano la
presenza di un insediamento militare.
I più antichi documenti che menzionano Pedara risalgono al
XII secolo d. C. Sotto i Normanni entrò a far parte delle
"vigne" di Catania, in seguito l'insediamento formò un
villaggio attorno alla comunità agricola Benedettina di
"Santa Maria di Boscochiuso".
Il primo documento riguardante Pedara è però del 1388,
quando il vescovo Simone del Pozzo autorizzò gli abitanti
a costruire la prima chiesa parrocchiale dedicata alla
Vergine Maria. Poco tempo dopo gli abitanti, bisognosi
soprattutto di nuovi luoghi da coltivare, si insediarono
gradualmente più a valle, dando vita all’attuale quartiere
della “Matrice”. Già casale di Catania, nel 1641 Pedara
divenne feudo insieme a Viagrande e Trecastagni, della
famiglia Di Giovanni e, successivamente, degli Alliata di
Villafranca. La storia di questo centro abitato è, dopo
questo periodo, strettamente legata ai catastrofici eventi
naturali del 1669 e del 1693, che lo distrussero
completamente. Fu riedificato per la prima volta da Don
Diego Pappalardo, nel '700, ma nonostante la decisa opera
di ricostruzione, Pedara non potè più riappropriarsi in
pieno di quel benessere acquisito nei decenni precedenti
perché, perdendo soprattutto la sua autonomia, si avviò
verso un inesorabile declino. Solo con la riforma
amministrativa borbonica, nell'800, divenne comune
autonomo.
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